C’era una volta il libro. E c’è ancora…

Di recente mi è capitato di imbattermi in rete in un articolo scritto da una giornalista di una quindicina d’anni più giovane di me che già con nostalgia parlava del libro – inteso come oggetto di carta – come qualcosa di irrimediabilmente perduto.

E giù cifre, quelle di vendita del Kindle: 11 milioni di e-reader venduti con previsioni di raggiungimento di 16.6 milioni nel 2012 con Amazon è leader di mercato per quanto concerne la vendita di e-book ed e-reader con un guadagno nel 2012 di 130 milioni di dollari, un 34% in più dell’anno passato.

Che curioso: nel lontano ’93 mi intestardii di fare la mia tesi di laurea sul passaggio dal testo all’ipertesto. Il risultato fu una fatica immane nel trovare un docente che accettasse il ruolo di relatore con commenti da parte di tutti del tipo: “Internet? Una moda passeggera. Nessuno mai sarà disposto a rinunciare al piacere di leggere un buon libro a letto la sera”.

Lo ammetto, mi ero sbagliato e adesso sono io a credere che il piacere di un buon libro, a letto o in treno che sia, sia davvero ineguagliabile. Adesso si vendono gli ebook ed i reader, ma anche i libri. Ci sono ancora i libri con le parole stampate, le copertine, i segnalibri e le librerie, solo che queste vendono molte più cose.

Per fortuna sulla cosa più importante avevo comunque avuto ragione…

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